Imparare a suonare la batteria: la guida completa

Imparare a suonare la batteria è il tuo obiettivo? Oggi vogliamo darti qualche consiglio per trovare la strada migliore per apprendere come si suona la batteria. 

Suonare uno strumento è un’abilità che in molti coltivano, spesso dalla più tenera età, le scelte più classiche di solito sono il pianoforte, la chitarra, il violino e il flauto. Ma c’è chi vuole qualcosa di più e il cui sogno di sempre è quello di avere una batteria da suonare. 

Passione, pazienza e impegno possono portarti a suonare egregiamente la regina delle percussioni, uno strumento particolarmente adatto a chi ha una forte attitudine ritmica. Ma come familiarizzare e imparare a suonare la batteria da autodidatta

Il primo consiglio è quello di approcciarsi allo studio dello strumento con una batteria poco costosa, magari usata o cercando un kit per principianti che comprenda: un charleston, un crash, una grancassa con un paio di tom montati sopra, un rullante e un ulteriore tom a terra. Man mano che imparerai potrai aggiungere nuovi pezzi, valutando anche il tuo reale interesse e impegno per questo studio musicale.

Per suonare qualsiasi strumento, la postura ha un’importanza quasi fondamentale. Quando ti siedi alla batteria fai attenzione ad avere i gomiti chiusi, assicurati che i pedali siano alla giusta distanza rispetto a ogni parte della batteria a cui ti avvicini. L’aspetto più importante è riuscire a raggiungere facilmente tutti i componenti, questo ti aiuterà a non stancarti prima del tempo.

Sviluppa l’attitudine al ritmo. Come abbiamo detto, nel suonare la batteria sarà avvantaggiato chi ha già una predisposizione al ritmo, ma sia che tu lo abbia già o che ne sia privo, occorre studiare per affinare questo dono o per apprenderne le regole. 

Ti consigliamo questo corso, che ti permetterà di apprendere le basi degli strumenti a percussione e scoprire come funziona e si forma il ritmo. 

Quando avrai compreso il ritmo dovrai imparare a scandire il tempo, anche grazie all’uso del metronomo che ti permetterà di scandire le unità ritmiche secondo due unità base: quarti e ottave. Con lo studio imparerai a suddividere naturalmente i brani che ti capiteranno a tiro di orecchio, nei tempi per poterli suonare. 

Se non vuoi investire subito nell’acquisto di un metronomo puoi sfruttare la tecnologia e far affidamento ad applicazioni per smartphone o scaricare una base registrata che faccia al caso tuo. 

Anche impugnare correttamente le bacchette è un esercizio necessario, soprattutto i primi tempi, la giusta impugnatura è il segreto che fa la differenza tra un suono trasandato e uno più corposo.

Afferrando la bacchetta tra pollice e indice, a pochi centimetri dalla base, in questo modo ottieni l’impugnatura più comune, la matched grip. Con questa presa avrai il miglior controllo del polso ed è la più funzionale.

La traditional grip, invece, ha il fulcro tra il pollice e la base del dito indice della tua mano non dominante, l’appoggio è mantenuto in due punti: sul fulcro e l’altro tra le falangette delle dita medio ed anulare. Il palmo della mano è perpendicolare alla pelle del rullante e aperto come se stessi mantenendo in mano una pallina. Il colpo avviene tramite la rotazione dell’avambraccio. Quest’impugnatura viene usata spesso da alcuni batteristi di jazz, proprio per il diverso controllo che si ha sul rullante, che permette di suonare ritmi intricati.

Chi non sa da che parte iniziare e vuole acquisire un buon metodo per imparare a suonare la batteria, può conoscere le nozioni di base con questo corso online. E’ utile anche per apprendere come impugnare correttamente le bacchette, senza rischiare di farsi male e degli esercizi di coordinazione con tutti gli arti.

Per essere certi di scegliere il giusto set di bacchette per iniziare bisogna conoscere la loro nomenclatura, formata da lettere e numeri.

Le lettere contengono le informazioni su il peso e la consistenza:

  • La A indica delle bacchette leggere e adatte ai brani che richiedono velocità d’esecuzione.
  • La B sta per “banda”, le bacchette sono più spesse delle A e producono un volume maggiore. Indicate per generi più “pesanti” come il pop o rock e più difficili da usare nei brani veloci.
  • S sta per street, sono le bacchette più spesse e pesanti, adatte a stili “tosti” come heavy metal e hard rock.

I numeri si riferiscono alla circonferenza o spessore del set, più bassa è la cifra, maggiore è la circonferenza. Quindi una 2A è più spessa di una 5A.

Le sigle sulle bacchette aiutano a capirne subito dimensioni e tipo, anche lo stile che volete suonare può influenzare la scelta, anche se possono esserci delle piccole differenza in base alla marca produttrice. 

Per chi inizia le più indicate sono le bacchette 5A o 5B, il suono che producono adatto agli stili che fanno del volume la propria prerogativa e più rumorosi, ma la loro pesantezza è adatta a chi muove i primi passi. Le 7A andrebbero scelte per chi si avvicina allo stile jazz, il loro suono è leggiadro ed essendo leggerissime permettono di muovere in maniera più agile e veloce mani e polsi, destreggiandosi bene tra i piatti. 

Chi ha già un po’ di pratica e vuole avanzare nello studio della batteria può seguire questo corso online, che permetterà di apprendere la ritmica e gli accenti, fondamentali per questo strumento. Uno degli obiettivi del corso è di farti acquisire la giusta tecnica delle mani per eseguire note accentate e non accentate, una parte fondamentale che ti permetterà di suonare nel modo più rilassato possibile. Tutto questo ti permetterà di avere una esecuzione più precisa e fluida, facilitandoti anche nell’improvvisazione.

Per chi è interessato a un corso completo, che lo conduca dalla scelta delle bacchette e delle impugnature all’uso delle spazzole e dell’HitHat e della Grancassa, consigliamo questo videocorso online.

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